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Hugo Chavez: L'imperatore ha sbagliato i conti.

Di Maria Luz FdC

Caracas 28 Agosto 2004 - Oggi dopo due giorni dedicati a festeggiare la vittoria della supposta rivoluzione castro bolivariana si é definitivamente svelata la vera personalitá del presidente del Venezuela. Fra canti, pianti e piogge di petali di rosa quasi paragonabile alle fastuose entrate in Roma degli imperatori romani al termine delle campagne di conquista Hugo Chavez é stato consacrato dal suo popolo nuovamente come presidente e lider rivoluzionario di questo impoverito paese sud americano.

La piazza Caracas, storico centro della capětale era bardata a festa e riempita di fedeli tutti vestiti con le classiche magliette rosse tanto care a Castro i quali come in un anfiteatro applaudivano alla follia il loro lider il quale da una gigantesca torre lanciava la sua arringa di gloria e minacce. Un colosseo, uno spettacolo circense nel quale grazie a centinaia di autobus sono giunti i fedelissimi che a mala pena hanno riempito la piazza ma che hanno sicuramente, ben pagati e ben bevuti, riempito di orgoglio con le loro grida l'udito sensibile tanto dei gerarchi come dello stesso Chavez, udito particolarmente sensibile alle espressioni di servilismo tipiche dei regimi autoritari.

Mentre poche migliaia osannavano altri, milioni di altri riflettevano silenziosi sulla terribile frode elettorale che sin dall'inizio si é ordita contro chi desidera unicamente una nazione ricca in libertá e democrazia, unico cammino verso il progresso. Comincio a pensare che Chavez nella parodia di una vittoria secondo lui strepitosa habbia sottovalutato forse per la prima volta nella breve carriera politica la vera tragedia della sua terribile sconfitta elettorale. Se consideriamo come valida la tesi sostenuta dal regime il quale afferma di aver vinto con circa 6 milioni di voti contro 4 dei partiti di opposizione non é difficile rendersi conto che Chavez governerá per i prossimi due anni con un buon 40 % totalmente contro e assolutamente deciso a rifiutare qualunque trattativa o accordo.

Non solo, il 60 % che afferma aver raccolto a sostegno della sua pseudo rivoluzione é formato da due segmenti ben definiti: Un scarso 30 % che rappresenta il vero voto del regime composto maggiormente dagli impiegati pubblici e tutti coloro che dipendono direttamente o indirettamente dal governo un secondo abbondante 30 % che sono i cosddetti voti mercenari, cioé voti che in realtá oscillano fra le varie correnti dipendendo dal momento e dalla convenienza.

In effetti la gran forza popolare che oggi afferma tenere Chavez é in realtá un esercito di mercenari i quali negli ultimi mesi hanno significato un costo elevatissimo per lo stato, costo che obbligherá il regime a ridurre come giá annunziato i programmi sociali o le opere pubbliche giá che risulta economicamente insostenibile tanto come lo é fare una guerra.

Circa 2000 milioni di dollari é costato al regime sostenere il suo lider e tutti spesi negli ultimi mesi prima del referendum in campagne denominate " Missioni ", cioé sussidi a coloro che stretti dalla fame hanno cambiato voti per alimenti: La opposizione invece ogni giorno piú convinta del broglio elettorale commesso si vá cementanto formando un gruppo uniforme e un capitale di gran forza per il partito o il gruppo di partiti che sapranno approffittare di una massa sociale cosí importante per la quale il proposito é assolutamente chiaro e semplice, riportare la nazione in un cammino di giustizia, progresso e libertá. Quando Hugo Chavez e i suoi rivoluzionari avranno superato la euforia della supposta vittoria si renderanno conto della loro estrema debolezza cosí come quando la opposizione avrá superato lo stupore causato dal broglio elettorale che al momento li mantiene assolutamente attoniti e increduli si renderá conto della immnesa forza che rappresentano. A questo punto per Chavez e la rivoluzione sará giá troppo tardi.



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