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Parole del presidente Hugo Chavez: "E' ora imperativo prendere il potere assoluto."

Traduzione Riccardo Sinta

26.04.05 | Parole del presidente Hugo Chavez ad una riunione del 13 novembre 2004 al palazzo di Miraflores e poi ripetute in un suo discorso pubblico a reti unificate nel gennaio 2005: "Ai miei compagni;

La lotta per un paese libero e migliore inizia ora. Dopo aver combattuto tante lotte contro questa opposizione, che si resiste a perdere il suo vecchio stile di vita, ormai manca poco. E' ora imperativo prendere il potere assoluto.

Fintanto che domineranno i mezzi di comunicazione sia radiotelevisivi come di carta stampata e gruppi religiosi conducano i nostri bambini verso cammini antinazionalisti, condurre il Venezuela ad essere il paese leader del socialismo americano sarà un'utopia.

Abbiamo già avanzato leggi contro i media; molto presto avremo la legge di religioni e miti ed altre ancora. La mia grande illusione, compagni, è quella di portare a compimento il sogno di Bolivar. Riunire in Americalatina i cinque paesi bolivariani, Venezuela, Colombia, Perù, Ecuador e Bolivia nella federazione delle repubbliche che chiameremo Unione delle Repubbliche Socialista Bolivariane (U.R.S.B.). Con una moneta unica, che sarebbe il Sucre.

Sappiamo che il cammino è difficile, ma è il cammino, come ripeteva sempre il mio compagno comandante Argimiro Gabaldon, quando combatteva nelle gloriose battaglie guerrigliere degli anni 60 e 70, contro l'esercito fascista che imperava in Venezuela.

Sappiamo anche che non ci può essere rivoluzione senza morti, perchè la rivoluzione è un'interminabile guerra contro interessi molto potenti, come diceva il nostro mentore Norberto Ceresole. Però a mano a mano che i nostri giovani saranno condotti verso la nostra causa, sarà più facile la vittoria finale. Prendiamo l'esempio di Cuba. Nei primi anni avrebbero potuto distruggere la rivoluzione, ma ora non più, dopo che i bambini sono cresciuti con una mentalità diversa e socialista. Possiamo affermare che Cuba è invincibile e il "non torneranno" ormai è un fatto compiuto. In Venezuela, prima abbiamo creato i Circoli Bolivariani, poi le missioni ed ora le UBES (Università Bolivariane.ndt). Però ci manca compiere l'ultimo passo, il più importante e decisivo: i tribunali popolari. Questi si devono creare possibilmente in ogni isolato per poter avere un controllo dei controrivoluzionari e mantenerli con mano dura. Non possiamo essere deboli, anche se questi sono i nostri vicini, a meno che si integrino al processo. E' la stessa tecnica utilizzata dal nostro libertador, il generale Bolivar quando impiantà il decreto di guerra a morte.

Ogni giorno dell'anno e lavorando per la rivoluzione in ogni momento, senza importare se mangiamo o se abbiamo di che vestirci, solo così potremo ottenere il trionfo totale. Che queste idee non restino dentro a queste quattro mura. Dobbiamo diventare missionari della rivoluzione. Compagni. Patria o Morte"



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