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Lettera aperta al Governo Italiano

Di Liliano Maso

13.07.05 | Nella certezza di interpretare non solo il pensiero, ma la vera situazione delle centinaia di migliaia di onesti lavoratori italiani in Venezuela, lancio un grido di protesta contro la politica dell’ Ambasciata Italiana di Caracas ed il sistematico e vergognoso travisamento dei fatti da parte dell’ ambasciatore Gerardo Carante.

In nome della giustizia e della verita’ dei fatti la Farnesina dovrebbe porre fine alla farsa architettata da questo signore, indegna delle tradizioni culturali del nostro gran Paese.

Questo signore, che con i suoi maneggi oscura l’attuazione di grandi Ambasciatori italiani del passato, anziche’ fare gli interessi della massa dei nostri connazionali, attualmente imbavagliati da una feroce dittatura castro- bolivariana e ridotti alla miseria, professa una malaticcia amicizia con il colonnello Chavez, al potere grazie ad una lampante frode elettorale avvallata sia dalla ipocrisia della OEA che del Centro Carter.

E arriva al colmo di “imbastire“ un gruppetto di 150 opportunisti e farli sfilare a Miraflores presentandoli come “ rappresentanti“ della comunita’ italiana in Venezuela: nulla di piu’ falso, perche’ i veri capitani dell’ industria – quelli, per intenderci, che hanno montato fabbriche anche di 1.000 operai e di cui non posso fare i nomi– si sono ben guardati da farsi coinvolgere nella pagliacciata.

Tutti conoscono infatti la tragica situazione del Paese – peraltro ben descritta dal coraggioso giornalista Riccardo Sinta – e sanno che l’invasato colonnello ha le mani sporche del sangue di quei disgraziati che hanno innocentemente creduto nei valori della Liberta’ e della Giustizia.

Il Colonnello che ha fatto patti con Saddam Hussein (incitando addirittura a giovani venezuelani ad iscriversi all’Universita’ di Bagdad), che ha aspirazioni nucleari avvallate da patti con l’Iran, che predica l’odio contro gli USA e praticamente contro i nostri valorosi Carabinieri in Irak, appoggia apertamente al Qaeda, il terrorismo e la “guerrilla” sudamericana, oltre che mantenere il regime di Fidel Castro con ingenti donazioni di petrolio e danaro, asportati dalle casse del Venezuela.

Ma rimanendo nel tema dei connazionali in Venezuela, ridotti alla miseria e spogliati delle proprieta’ sacrosantemente acquistate col frutto del loro onesto lavoro, se quei poveracci potessero esprimere liberamente la loro opinione, voterebbero senza esitazione contro Chavez e rigetterebbero essere rappresentati dal Carante.

Non solo: si prenda nota che le insolite manovre dell’Ambasciatore stanno attirando l’odio della popolazione autoctona, parimenti oppressa, col pericolo che questo provochi attacchi agli italiani non appena questo obbriobrioso governo venga rovesciato.

Non sarebbe la prima volta che gli italiani (localmente chiamati "musiu") si sono dovuti difendere da turbe di malintenzionati aizzati da politici xenofobi.

Chiudo auspicando che sia il nostro grande Presidente Ciampi che il nostro altrettanto rispettato Ministro Fini ed il Sindaco Veltroni non cadano nell’ inganno che sta preparando il Carante di far loro ricevere il Dittatore – Colonnello.

Per finire, affinche’ il destinatario non creda di aver a che fare con un fanatico in malafede, faccio presente che il sottoscritto ha svolto decenni di onesta attivita’ in Venezuela, fondando e dirigendo imprese ed avendo fra l’altro esercitato una delle Vice Presidenze di Fedecamaras, mantenendo sempre alta e come bandiera la guerra contro soprusi e corruzioni.

Liliano Maso, Winter Park Florida



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