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Venezuela: Lettera al Ministro Mirko Tremaglia

di Barbara Bessone

Gentile Ministro Tremaglia, In questo articolo apparso su newsitaliapress, si denuncia quello che gia' anteriormente era stato esposto dal quotidiano La Voce D'Italia, e cioe' la sospensione del Fondo Unico di Solidarieta' per il Venezuela. Iniziativa invece che continua per altri paesi del Sudamerica e come molti, anzi tutti gli italovenezuelani, mi domando: perche'?

Perche' dopo la riunione da Lei avuta con i Presidenti delle Regioni italiane il 19 marzo si dichiarava finalmente che eravate a conoscenza della gravita' della situazione di un gran numero di italiani in Venezuela e che avreste preso subito provvedimenti e poi la decisione di sospendere questi aiuti?

Lei ha sufficiente documentazione che riguarda vari casi veramente gravi che so le e' stata fornita dall'Associazione FAIV, che, a differenza dei nostri rappresentanti diplomatici in Venezuela, conosce personalmente la grave situazione di questa povera gente, e toccano costantemente con mano la realta'.

Sappiamo che l'Ambasciatore Carante e' impegnato a dichiarare che 'gli italiani in Venezuela stanno tutti bene' nonostante si sia dovuto ricredere in una dichiarazione pubblica apparsa su La Voce D'Italia nel mese di marzo dove appunto dichiara che "...nei suoi rapporti quotidiani con l'Italia non ha mai lasciato di sottolineare come la grave situazione politica ed economica del Venezuela abbia avuto serie ripercussioni su quella parte dei nostri connazionali che, a causa dell'inflazione, si e' vista ulteriormente decurtare di circa un 30% l'anno i redditi molto bassi in cui vive".

Anche se con queste parole non ha comunque ammesso di essere a conoscenza della gravissima situazione di tanti italiani! Inoltre devo aggiungere che il costo della vita negli ultimi 4 anni e' aumentato di oltre il 200% in Venezuela (informazioni di oggi nel programma Grado 33)

Quelli che veramente hanno bisogno degli aiuti non sono quelli citati dall'Ambasciatore perche' questa gente negli ultimi anni ha perso tutto o quasi e la riduzione del 30% li ha portati dall'avere quasi niente al niente assoluto. Lei lo sa benissimo che alcune di queste persone stanno morendo perche' non hanno i soldi per pagarsi le medicine e sappiamo anche che due di loro sono gia' morti perche' FAIV non e' arrivata in tempo per dar loro un aiuto per sopravvivere.

Mi e' anche stato riferito che l'Ambasciatore ha dato questa versione che "tutti gli italiani in Venezuela stanno bene" a due Senatori che un po' di tempo fa sono stati in visita a Caracas.

Lei stesso, Signor Ministro, ha dichiarato, nell'articolo de La Voce D'Italia, che le arrivavano informazioni contrastanti al riguardo. Mi viene il dubbio che queste informazioni contrastanti siano continuate e che si sia deciso di ritenere affidabili quelle che descrivono una realta' inesistente ed idilliaca di una comunita' senza problemi invece che quelle che denunciano una situazione allarmante.

Anche io, come la Signora Fedora Di Marco, mi domando ma perche' l'Italia ha dimostrato sempre tanta preoccupazione per gli italiani in Argentina, in Cile, in Brasile ma per gli italiani in Venezuela no?

Non le nascondo che le voci che girano dicono che il governo italiano non vuole che si sappia la realta' del Venezuela perche' si stanno facendo affari d'oro con l'attuale governo venezuelano e si vuole mantenere questo silenzio per proteggere i grandi investimenti economici. Ma sara' possibile che si sia arrivati veramente ad un livello di disumanita' cosi' grande? Mi rifiuto di crederlo!

Voglio ancora credere che questo disinteresse, questo non voler vedere la realta' sia dovuta solamente ad una mancanza di interesse per una comunita' di "soli" 2 milioni di italiani e discendenti', d'altro canto in altri paesi risiedono comunita' ben piu' numerose della nostra.

Le voglio pero' sottolineare che molti di questi italovenezuelani stanno tornando in Italia e questo il Consolato italiano in Venezuela lo sa molto bene visto la mole di lavoro che si ritrova con la valanga di richieste di passaporti. Questo rientro aumentera' sicuramente in futuro. I giovani stanno scappando perche' non vedono la possibilita' di un futuro. Molti anziani ed ammalati faranno il possibile per venire in Italia a curarsi e molti altri scapperanno per cercare una possibilita' di lavoro e vita tranquilla che laggiu' non hanno piu'. Ora mi chiedo se l'Italia sia in grado di sopportare il grande esodo che potrebbe avvenire e che e' gia' iniziato.

Signor Ministro, la prego, ci faccia avere una risposta a tutti questi perche'. Ci dica che non e' vero che si e' sospeso il Fondo Unico di Solidarieta' oppure che si e' ripreso e che presto quella povera gente potra' ricevere sovvenzioni per la loro sopravvivenza. Lo so che lei e' una persona sensibile alle problematiche della povera gente e questa non e' la prima volta che le scrivo denunciando la grave situazione.

Spero ricevere una Sua risposta a questo mio messaggio.

La ringrazio per avermi ascoltata.

Cordiali saluti,

Barbara Bessone



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